Home Area informativa News CCPB PROTAGONISTI DEL BIOLOGICO IN ITALIA, EDIZIONE 2010
PROTAGONISTI DEL BIOLOGICO IN ITALIA, EDIZIONE 2010 Stampa E-mail

Se dieci anni vi sembran pochi. Un incipit necessario, prima di entrare nel merito dei dati.

Era infatti il 2000, anno importante anche per il bio, a quasi un decennio dal varo della prima regolamentazione Ue, quando come CCPB si pensò di "ascoltare" le opinioni che potevano provenire dal settore (e da ambienti circostanti, non meno importanti), se si fosse messo in moto un meccanismo per raccoglierle.

Così, per molti anni solo via fax e oggi, invece, solo via e - mail, abbiamo raccolto le opinioni (e anche le indicazioni) provenienti da un panel che ci sembra non trascurabile, visto che quest'anno le risposte pervenute sono state quasi 700, contro quelle dei pionieri del 2000, che erano state meno di 200.

Quest'anno l'unico mezzo per raggiungere i soggetti che volevamo sondare è stata la posta elettronica, ma diverse risposte ci sono poi giunte via fax e anche per posta, a dimostrare una qualche forma di attaccamento alle metodologie precedenti.

E rimane elevato anche il dato della "trasparenza" della partecipazione al sondaggio, pur non essendo ovviamente obbligatoria: coloro che hanno restituito i questionari in forma anonima sono stati solo circa il 2 % del totale, una percentuale inferiore a quella degli anni precedenti.


I RISULTATI


1.- L'INFORMAZIONE E I CONSUMATORI


1.1    - SECONDO LEI, I CONSUMATORI CONOSCONO LE NORMATIVE DEL BIOLOGICO?

SI      30 %

NO    70 %


Come si vede, coloro che non le conoscono sono più del doppio di quelli che dichiarano di esserne a conoscenza, un dato che comunque è risultato in crescita lungo le successive edizioni del sondaggio.



1.2    - SE "SI":

IN MODO APPROFONDITO      29 %

IN MODO SUFFICIENTE           38 %

SCARSAMENTE                        33 %


In sostanza, secondo il panel, pur essendo la normativa del biologico scritta  fondamentalmente per gli addetti ai lavori oggi coloro che ne hanno una conoscenza accettabile sono più dei due terzi degli intervistati.

L'emanazione della nuova normativa nel 2009 porterà nel tempo a dati più precisi da questo punto
di vista, e ne daremo conto nelle prossime edizioni.


1.3 - SE "NO", QUALI SONO LE RAGIONI DELLA SCARSA CONOSCENZA?

LA MATERIA E' TROPPO COMPLESSA PER I CONSUMATORI            21 %

L'INFORMAZIONE NON E' OMOGENEA                                                  22 %

L'INFORMAZIONE E' INSUFFICIENTE                                                     57 %

L'informazione "insufficiente" è risultata la prima ragione per importanza, come nelle edizioni precedenti del resto.

Quest'anno in materia vi è stata una importante innovazione legislativa, tale da rivoluzionare in modo significativo la struttura dell'etichettatura.

In via di principio, almeno da questo punto di vista, le cose dovrebbero migliorare, ma sarà il caso di aspettare le prossime edizioni del sondaggio per capire se il biologico sarà da oggi più "comprensibile" agli occhi dei consumatori.


1.4 - SECONDO LEI, I CONSUMATORI SANNO CHE ESISTONO ENTI AUTORIZZATI AD ESEGUIRE I CONTROLLI?

SI             67 %

NO           33 %


Questo dato offre non poche soddisfazioni a chi si occupa, anche professionalmente, di controlli (e certificazione) nel biologico, infatti coloro che affermano di essere a conoscenza dei controlli (interni o esterni) sono circa il doppio di quelli che non ne sono a conoscenza, consolidando quindi un dato che è a questi livelli già da diversi anni.


1.5 - SE "SI", SANNO QUALI ENTI LI ESEGUONO?

(PUO' DARE DUE RISPOSTE)

NAS                                    29 %

ASL                                    22 %

ENTE PUBBLICO                            19 %

ORGANISMI PRIVATI AUTORIZZATI DAL MINISTERO        30 %


Molte risposte, come previsto nella domanda, sono state multiple, ed è anche il motivo che ha portato ad una "classificazione" che vede ai primi posti gli Organismi di Controllo, circa sullo stesso piano dei NAS, i quali godono di una presenza sui media certamente superiore, e per motivi molto più generali.

Discreta è comunque anche la notorietà dell'attività svolta dalle ASL e da parte di altri Enti.


1.6 - IN UNA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SUL BIOLOGICO, QUALI SONO GLI
ARGOMENTI PIU' EFFICACI PER ATTIRARE L'ATTENZIONE DEI CONSUMATORI?

(PUO' DARE DUE RISPOSTE)

SONO OTTENUTI SENZA L'IMPIEGO DELLA CHIMICA        35 %

CONTRIBUISCONO ALLA DIFESA DELL'AMBIENTE        27 %

SONO PIU' DIGERIBILI                        12 %

SONO PIU' NUTRITIVI                             8 %

NON CONTENGONO INGREDIENTI OGM                18 %


L'immagine del biologico come sinonimo di "senza chimica" rimane prevalente e stabile negli anni, ma si nota una crescita non trascurabile del dato "difesa dell'ambiente", a parziale smentita di una certa assenza di queste tematiche nelle culture mediterranee, rispetto alla loro diffusione dei paesi del centro e Nord Europa, Scandinavia in particolare.

Più difficile interpretare alcune caratteristiche specifiche, per esempio il "valore" del prodotto biologico dal punto di vista del consumatore: discreto è il dato della "digeribilità", evidentemente considerata collegata alla naturalità del prodotto, mentre meno importante è ritenuta l'opinione relativa al valore nutrizionale, sia per via del concetto in sé, sia perché tale caratteristica non è finora stata valorizzata in modo adeguato, pur essendo confermata da numerosi studi a livello internazionale.

OGM: Pur non raggiungendo l'importanza che ha in altri Paesi del nostro continente, anche in Italia coloro che scegliendo il biologico manifestano contrarietà verso le biotecnologie sono in crescita da diversi anni.






2. - I COMPORTAMENTI DEI CONSUMATORI


2.1 - SECONDO LEI, DOVE ACQUISTANO PREVALENTEMENTE I PRODOTTI BIOLOGICI?

(PUO' DARE DUE RISPOSTE)


NEI NEGOZI SPECIALIZZATI NEL NATURALE            45 %

NELLE CATENE IN FRANCHISING                                               15 %

NELLA GDO                                40 %


Secondo i nostri intervistati, lo "specializzato", anche se di poco, detiene anche quest'anno il primo posto in questa  particolare classifica, con la GDO che anche in base ad altri dati rimane un canale
molto significativo, sia per quanto riguarda il giro d'affari, sia per una presenza molto forte delle politiche commerciali basate sulle PRIVATE LABEL.

L'incidenza del FRANCHISING è in crescita rispetto agli anni precedenti, un dato che può essere  letto singolarmente ma anche come componente dello "specializzato", aggettivo al quale, in questo caso, potremmo aggiungere "moderno".


2.2. -  SECONDO LEI, QUAL'E' IN MEDIA LA FREQUENZA D'ACQUISTO?


NON SO                            32 %

UNA VOLTA LA SETTIMANA                31 %

UNA VOLTA OGNI DUE SETTIMANE            20 %

UNA VOLTA AL MESE                    17 %

E' una domanda importante per ogni operatore, sia della produzione, sia della distribuzione, ed è in qualche modo un indicatore dello stato dell'economia e dell'andamento dei consumi di prodotti biologici.

Appare molto significativa la percentuale di coloro che "non sanno" quale sia la frequenza d'acquisto, ma quelli che affermano di conoscerla mettono al primo posto i "consumatori frequenti", tipologia che certamente interessa molto la distribuzione, lasciando ad una certa distanza i consumatori meno motivati.



3 - LE PROSPETTIVE


3.1 - SECONDO LEI, COME SI PUO' PROMUOVERE MEGLIO IL BIOLOGICO?


(PUO' DARE DUE RISPOSTE)

CON UNA MAGGIORE INFORMAZIONE AI CONSUMATORI            37 %

PREZZI PIU' BASSI                                    23 %

ASSORTIMENTI PIU' AMPI                                10 %

UNA QUALITA' PIU' ELEVATA                            10 %

MIGLIORI CARATTERISTICHE DI SERVZIO E CONSERVAZIONE        11 %

ALTRI ARGOMENTI (INDICARE QUALI )                         9 %
....................................................................................................

Prevale largamente, e non da oggi, la necessità di una maggiore (oltre che migliore, aggiungiamo noi) informazione. Informazione che potrebbe anche essere uno strumento per rendere più comprensibile un prezzo al consumo che spesso appare troppo elevato e in certi casi anche immotivato.

Gli altri argomenti per promuove il settore appaiono circa sullo stesso piano.


3.2. - NEI PROSSIMI CINQUE ANNI, PER IL BIOLOGICO IN ITALIA PREVEDE


UNA DIMINUZIONE                            14 %

UNA SITUAZIONE STATICA                                                             26 %              UNO SVILUPPO MODERATO                                                           46 %

UNO SVILUPPO ACCENTUATO                                                       14 %


Quest'anno il pessimismo ("in diminuzione) non sembra di casa nel biologico italiano, e del resto i dati ISMEA del 2009 e del primo periodo del 2010 confermano una crescita forse al di là delle più rosee aspettative.

Anche la staticità, temuta ed effettivamente verificatasi alcuni anni fa, appare quest'anno come un dato significativo ma non al primo posto di questa classifica.

Che vede in prima posizione, come già da alcuni anni, i "moderatamente ottimisti", mentre coloro che prevedono uno "sviluppo accentuato", dopo avere conosciuto una fase di leadership nei primi anni del decennio scorso, rappresentano oggi una opinione abbastanza marginale, probabilmente anche come frutto della situazione socio-economica complessiva.



4.- LE OPINIONI DEI CONSUMATORI SUL BIOLOGICO


4.1 - SECONDO LEI, QUALI SONO I PRINCIPALI DIFETTI DEI PRODOTTI BIOLOGICI?

(PUO' DARE DUE RISPOSTE)

SI CONSERVANO PER POCO TEMPO                    15 %

L'OFFERTA E' LIMITATA                            21 %

PRESENTANO UN ASPETTO POCO GRADEVOLE            11 %

SONO TROPPO CARI                            34 %

SONO SOLO UNA MODA                            12 %
NESSUN DIFETTO                                 7 %

Il difetto prevalente è tuttora quello di un prezzo elevato: i prodotti biologici evidentemente sono ritenuti "cari", come si vede in modo dettagliato nella risposta seguente (+ 30 % sul convenzionale è la prima risposta per importanza).

Un'offerta limitata è la seconda risposta per importanza, mentre "si conservano per poco tempo" e "sono brutti" sono risposte che hanno un certo peso, così come l'opinione che il biologico, più che una necessità rappresenta "una moda".

4-2 - SECONDO LEI, QUALE E' UN PREZZO ACCETTABILE PER UN PRODOTTO
BIOLOGICO, RISPETTO AD UN ANALOGO PRODOTTO CONVENZIONALE?


SUPERIORE DEL 10 %                        38 %

FINO AL 30 % IN PIU'                        44 %

FINO AL 50 % IN PIU'                        16 %

OLTRE  (INDICARE DI QUANTO...............................)         2 %


Le opinioni che risultano largamente prevalenti sono quelle, prima in assoluto, di un prezzo accettabile se non supera il + 30 %, e appena al di sotto, quella che troverebbe più accettabile (e forse auspicabile) un prezzo superiore all'analogo prodotto convenzionale dell'ordine del + 10 %.

Non del tutto trascurabile è la percentuale che riscuote un + 50 % sul convenzionale, ciò che tuttora accade nella realtà per diversi prodotti, ma certamente meno di un tempo, mentre del tutto marginale è il numero di coloro che vedrebbero positivamente un prezzo ancora superiore.

Luciano Didero, Ufficio Stampa Consorzio Il Biologico Soc. Coop.

 
 

 



greenplanet




bq_banner_2010_610x410

CONSORZIO IL BIOLOGICO SOCIETA' COOPERATIVA
Via J. Barozzi, 8  - 40126 Bologna tel 051 6089811 fax 051 254842
Registro Imprese  BO n. 01851840361  - P.IVA 04030730370 - REA 324191
Capitale Sociale 31.12.2008 (ultimo bilancio depositato)